Milioni di milioni

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Avevo iniziato un libro piuttosto impegnativo, ma arrivata alla decima pagina ho dovuto cedere le armi davanti al mio cervello che rifiutava di concentrarsi.
Ho guardato nella mia libreria in cerca d’ispirazione e ho ceduto a un nuovo Malvaldi.
Questa volta l’ambientazione è diversa, certo siamo sempre in Toscana, ma a Montesodi Marittimo, paesino di una certa altitudine. Non ci sono più i “giovanotti” del BarLume, bensì Piergiorgio e Margherita, due giovani studiosi che vengono mandati dall’università a raccogliere elementi per dipanare il mistero che aleggia su Montesodi: è considerato “il paese più forte d’Europa”.
Tutto sembra filare liscio fino a quando la signora Zerbi, che ospita Piergiorgio, viene trovata morta e il nostro ricercatore capisce subito che non si tratta di attacco cardiaco, ma di omicidio. Le cose vanno di male in peggio quando il maresciallo rivela a Piergiorgio che è l’unico a non avere un alibi. Per scagionarsi inizierà così lui stesso ad indagare.
Certo è cambiata la scenografia, ma l’ironia è sempre la stessa, così come la capacità di caratterizzare i personaggi. Se avete bisogno di distrarvi e divertirvi, Malvaldi è una certezza.

Parole in prestito: “Capita spesso che, nei rapporti tra maschi e femmine, quello che il postulante XY intende come un complimento venga recepito dalla controparte XX come un vero e proprio insulto.
Dite ad una donna una frase di sincera ammirazione (“Ti stanno bene oggi i capelli”) e lei immediatamente darà alle vostre parole un significato sottinteso (“fino a ieri sembravi un covone”) al quale voi non avevate minimamente pensato. Tale assegnazione dei propri timori alle intenzioni altrui da parte della femmina in questione, lo dico alle pulzelle per amor di informazione, è solitamente scorretta, in quanto quando un uomo vi fa un complimento di intenzioni in mente ne ha una sola, e non è sfottervi; casomai, tutto il contrario.”

Milioni di milioni
di Marco Malvaldi
Sellerio editore Palermo

La casa di ringhiera

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Non lo definirei esattamente un giallo, bensì un libro corale dove i protagonisti sono gli abitanti della casa di ringhiera. E’ un libro ben scritto, ma non adatto a chi sta cercando un po’ di suspense o un grande colpo di scena.
E’ un susseguirsi di equivoci che sconvolgono il quieto universo della casa, movimentando un po’ il tran tran dei vari personaggi. Ma tutto è bene quel che finisce bene e il protagonista Amedeo Consonni, tapezziere in pensione che come passatempo archivia le notizie su delitti feroci, guiderà incosapevolmente l’indagine principale alla soluzione.

Parole in prestito: Gianmarco aveva letto in un libro che aveva consultato segretamente in biblioteca che l’alcol è come un mostro, che ha una forza superiore a quella di migliaia di uomini. E che un uomo solo contro la forza dell’alcol non può farcela, a patto che non si faccia aiutare da un’altra forza del tutto superiore…”

La casa di ringhiera
di Francesco Recami
Sellerio editore Palermo

La carta più alta

Nel 2007, quando lessi il primo libro di Malvaldi “La briscola in cinque”, rimasi un po’ delusa: carino, ma mi aspettavo qualcosa di più. Mi ci è poi voluto del tempo prima di riprendere in mano un suo libro, ma questo, sua quarta opera, è un testo riuscito.
C’è un misterioso omicidio, c’è la toscana veracità incarnata dai quattro “renitenti alla tomba” e dallo stesso protagonista, ci sono situazioni comiche e un’ironia gustosa nel rappresentare la realtà della provincia italiana.
Si ride, si sorride e si rimane incollati al libro fino alla fine e non solo per sapere chi è l’assassino, ma per il piacere che dà questa lettura divertente e arguta.

Parole in prestito: “…essendo un maschio, per quanto riguardava il dualismo amore/sesso ero biologicamente portato alla separazione delle carriere…”.

La carta più alta
di Marco Malvaldi
ed. Sellerio

La saga di Martin Beck

Quando ho finito l’ultimo libro della saga poliziesca di Martin Beck ero un po’ dispiaciuta. Questi libri mi hanno tenuto compagnia per quasi tre anni e l’idea che ce ne fosse ancora uno da leggere era accompagnata dal piacere che ne sarebbe derivato.
I due autori, Maj Sjowall (1935) e Per Wahloo (1926-1975), moglie e marito nella vita, hanno scritto questa serie di dieci romanzi con il doppio intento di rinnovare il romanzo poliziesco svedese, troppo “borghese” all’epoca, e denunciare la società neocapitalista svedese. Vi garantisco che il risultato è eccellente.

I romanzi possono essere letti anche da soli, ma se si segue l’ordine con cui sono stati scritti è possibile apprezzare, oltre alla trama del singolo, anche lo sviluppo dei personaggi e delle loro vite.
La Sellerio li ha ripubblicati in ordine sparso, ma se seguite il mio consiglio leggeteli nell’ordine: 1.Roseanna – 2.L’uomo che andò in fumo – 3.L’uomo al balcone – 4.Il poliziotto che ride – 5.L’autopompa fantasma – 6.Omicidio al Savoy – 7.L’uomo sul tetto – 8.La camera chiusa – 9.Un assassino di troppo – 10.Terroristi