Un romanzo di formazione

Non mi era ancora capitato di leggere una storia così. E dire che non avevo alcuna intenzione di comprare questo libro, in primo luogo perchè sono schizzinosa e penso che la copertina rigida sia spesso una bella confezione per un contenuto approssimativo, inoltre perchè ho dei pregiudizi nei confronti dei personaggi famosi che pensano di avere qualcosa da dire e di saperlo dire.
Ma allora cosa è successo?
Stava piovendo e dovevo aspettare l’apertura di un negozio, così mi sono infilata in un bar. C’era una televisione enorme, impossibile ignorarla, e mentre aspettavo il mio cappuccino ho sentito Daria Bignardi che parlava del suo libro, diretta e senza fronzoli. Mi ha convinta. Quel pomeriggio l’ho comprato.
C’è qualche piccola forzatura, ma non intacca la delicatezza e l’intensità di questo romanzo. La voce narrante è quella di Arno, marito di Sara, che una mattina deve affrontare un evento per lui quasi surreale: Sara se n’è andata lasciandogli solo un biglietto. Si ritrova a domandarsi chi sia veramente la persona con cui è sposato da anni, con cui ha avuto tre figli, la donna che ha sempre amato.
Inizia così un percorso verso la verità, verso il nucleo profondo della sua relazione con Sara, verso la realtà dei silenzi e dei segreti delle loro vite.
Non vi svelo il finale, ma vi dico che non è affatto scontato.

Parole in prestito: “Sara è sempre stata ostinatamente alla ricerca di qualcosa, come se la vita non le bastasse”.

L’acustica perfetta
di Daria Bignardi
ed. Mondadori

Per grandi e piccini

Da quando è nato il mio piccolino ho iniziato ad esplorare il mondo dell’editoria per bambini e ragazzi. Spesso vengono pubblicati libri che sono solamente operazioni commerciali, ma talvolta incappo in piccole meraviglie.
Il libro della Carioli è tra queste e sebbene a prima vista possa sembrare adatto ad un pubblico alle soglie dell’adolescenza, posso garantirvi che è una bellissima lettura anche per gli adulti, specialmente se sono genitori.
In queste filastrocche-poesie ci sono le paure e i desideri che accompagnano la crescita e, soprattutto, la voglia di scoprire il mondo.

Vi regalo una delle mie preferite.

Diventare grandi quando succede?
E quando succede, da cosa si vede?
Succede ogni giorno, ogni poco, ogni tanto?
Si vede dal riso, dalla rabbia, dal pianto?
Si vede dai piedi, sempre più lontani?
Si vede nello specchio? Nel viso? Nelle mani?
Diventar grandi è un viaggio solitario
e a indicare la strada non c’è nessun binario.
Scopri sentieri nuovi solo se li percorri
a passi lenti e lievi, o anche quando corri.
Ma è importante andare guardando l’orizzonte.
Non lo raggiungi mai, però ce l’hai di fronte.
Là c’è l’arcobaleno: il tuo traguardo è il sogno
e l’uomo lo rincorre perchè ne ha bisogno.
Diventar grandi è questo: non smettere di andare
e anche a cento anni, continuare a sognare.

Io cambierò il mondoPoesie per crescere
di Janna Carioli
ed. Mondadori – i sassolini oro