La carta più alta

Nel 2007, quando lessi il primo libro di Malvaldi “La briscola in cinque”, rimasi un po’ delusa: carino, ma mi aspettavo qualcosa di più. Mi ci è poi voluto del tempo prima di riprendere in mano un suo libro, ma questo, sua quarta opera, è un testo riuscito.
C’è un misterioso omicidio, c’è la toscana veracità incarnata dai quattro “renitenti alla tomba” e dallo stesso protagonista, ci sono situazioni comiche e un’ironia gustosa nel rappresentare la realtà della provincia italiana.
Si ride, si sorride e si rimane incollati al libro fino alla fine e non solo per sapere chi è l’assassino, ma per il piacere che dà questa lettura divertente e arguta.

Parole in prestito: “…essendo un maschio, per quanto riguardava il dualismo amore/sesso ero biologicamente portato alla separazione delle carriere…”.

La carta più alta
di Marco Malvaldi
ed. Sellerio