L’uomo con la mano alzata

uomo_con_mano_alzata

Ho acquistato questo libro su Amazon e così ho scoperto troppo tardi che era il terzo con protagonista il commissario Canti. Ero leggermente contrariata, ma per sapere se mi ero persa qualcosa di bello dovevo prima leggere questo.
Siamo a Milano e il commissario Canti indaga sull’omicidio di un gallerista con il supporto della sua fidanzata Rosa, storica dell’arte e ben introdotta nell’ambiente. Così l’indagine si dipana insieme alla vita dei personaggi regalando quanche perla: “…una pasta alle vongole dove i vari ingredienti sembravano starsene ciascuno per conto proprio senza neppure tentare di fare amicizia..”.
Nel risvolto di copertina il libro viene descritto come “uno sguardo disincatato sul mondo dell’arte, impietoso nel mostrare i molti vizi nascosti, in un giallo classico all’italiana, dove mistero e delitto lasciano ampio spazio all’umanità dei personaggi e alla normalità delle loro esistenze”. Non avrei saputo descriverlo meglio.
Un libro piacevole, ma non imperdibile.

Parole in prestito: “Quando si tratta di dirla a qualcuno, di esprimerla a voce alta, di tirarla fuori dal silenzio dei nostri pensieri, un’idea che ci era ronzata per la testa, appare all’improvviso diversa. Si ha paura di passare per sciocchi, e che quell’idea non regga al suono della voce.”

L’uomo con la mano alzata
di Sergio Vanni
Eclissi editrice

 

Ancora un giallo straordinario

Dopo Betibù non ho saputo resistere e ho preso anche quest’altro libro della Piñeiro. Le attese non sono state deluse.
E’ stato definito uno “straordinario thriller di crimini in famiglia dalle atmosfere hitchcockiane”. Non so dirvi se le atmosfere siano hitchcockiane o meno, ma che sia un thriller mozzafiato è certo. La narrazione colma di suspense e lo stile agile ti rapiscono già dalle prime righe, gli avvenimenti si susseguono incalzanti con sorprendenti colpi di scena. Inutile resistere, tanto vale leggerlo d’un fiato.

Tua
di Caludia Piñeiro
ed. Universale Economica Feltrinelli

Betibù

Claudia Piñeiro sa scrivere e leggerla è un piacere.
Betibù è un giallo, meglio, una commedia nera: Pedro Chazarreta viene assassinato nella sua lussuosa villa de La Maravillosa, un quartiere chiuso e controllato da guardiani con severe misure di sicurezza. Inizialmente si presume un suicidio, ma i dubbi sono molti.
Parallelamente alla polizia vengono chiamati a indagare Nurit Iscar, detta Betibù, famosa scrittrice di gialli e un giovane cronista piuttosto inesperto, ma assai pratico di Google come ogni giovane che si rispetti. Decide di aiutarli Jaime Brena, un altro giornalista di grande esperienza, ma messo da parte perchè scomodo.
Questo strano terzetto riesce a svelare il mistero dell’omicidio e tutto ciò che c’è dietro.
La storia incalza e diverte. E’ proprio uno di quei libri che quando finiscono, ti dispiace un sacco.

Parole in prestito: “…i maschi da piccoli piangono più delle femmine…Sarà per questo, per compensare, che da grandi le donne piangono tanto e noi no? dice lui. Tu non piangi mai? chiede lei, cosa fanno gli uomini quando stanno male? Zapping, ci sdraiamo sul letto e facciamo zapping.”

Betibù
di Claudia Piñeiro
ed. Feltrinelli