Il weekend

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Ci sono libri che non possono essere letti prima di aver vissuto almeno un po’, altrimenti il rischio che si corre è di non riuscire ad apprezzarli nè tantomeno a comprenderli.
“Il weekend” rientra in questa categoria. John e Marian sono una coppia molto benestante che ha deciso di vivere in una villa in campagna, vicino a New York. Per il weekend hanno invitato Lyle, critico d’arte e compagno del defunto fratello di John, Tony. Dovrebbe essere un weekend commemorativo nell’anniversario della morte di Tony, ma Lyle porta con sè il suo nuovo amante, Robert, conosciuto da pochissimo. Questo creerà situazioni di tensione e imbarazzo magistralmente rese da Cameron, che rivela una grande capacità introspettiva attraverso cui ci permette di comprendere le ansie inespresse e i dolori solamente sopiti dei personaggi.
Un romanzo perfetto, dove ogni singola parola è necessaria.

Parole in prestito: “Ci sono cose che si perdono e non tornano indietro; non si possono riavere mai più, se non nella copia carbone della memoria. Ci sono cose a cui sembra impossibile rassegnarsi ma a cui rassegnarsi è inevitabile. Lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai.”

Il weekend
di Peter Cameron
ed. Adelphi

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