Betibù

Claudia Piñeiro sa scrivere e leggerla è un piacere.
Betibù è un giallo, meglio, una commedia nera: Pedro Chazarreta viene assassinato nella sua lussuosa villa de La Maravillosa, un quartiere chiuso e controllato da guardiani con severe misure di sicurezza. Inizialmente si presume un suicidio, ma i dubbi sono molti.
Parallelamente alla polizia vengono chiamati a indagare Nurit Iscar, detta Betibù, famosa scrittrice di gialli e un giovane cronista piuttosto inesperto, ma assai pratico di Google come ogni giovane che si rispetti. Decide di aiutarli Jaime Brena, un altro giornalista di grande esperienza, ma messo da parte perchè scomodo.
Questo strano terzetto riesce a svelare il mistero dell’omicidio e tutto ciò che c’è dietro.
La storia incalza e diverte. E’ proprio uno di quei libri che quando finiscono, ti dispiace un sacco.

Parole in prestito: “…i maschi da piccoli piangono più delle femmine…Sarà per questo, per compensare, che da grandi le donne piangono tanto e noi no? dice lui. Tu non piangi mai? chiede lei, cosa fanno gli uomini quando stanno male? Zapping, ci sdraiamo sul letto e facciamo zapping.”

Betibù
di Claudia Piñeiro
ed. Feltrinelli

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