Fai bei sogni

Fai bei sogni

Premetto che Gramellini come giornalista mi piace, apprezzo la sua ironia e il suo stile, ma questo libro non mi ha conquistata. Apprezzo l’intento di volersi mettere a nudo con onestà, ma arrivata alla fine ho avuto la sensazione che alcuni passaggi siano stati taciuti e che la storia sia stata raccontata in superficie. Una contraddizione.
Condivido le conclusioni a cui giunge, ma è il percorso per arrivarci che non è raccontato e a volte sembra che certe conquiste siano arrivate così, all’improvviso e non siano invece il frutto di un lungo peregrinare dentro se stessi e di un continuo confronto con ciò che la vita offre.
Mi è tornato in mente “Le parole per dirlo” di Marie Cardinal, libro che ricordo ancora intensamente dopo quindici anni, forse perchè l’autrice non si è nascosta e ha raccontato senza censure il suo toccare il fondo e la strada della risalita, della rinascita nella consapevolezza.
Anche Gramellini usa un linguaggio diretto, semplice, ma la differenza sta lì, nelle censure, nel non detto, e alla fine il libro non convince.

Parole in prestito: “Io amavo il greco, danza di dei, e soffrivo il latino, marcia di soldati.”

Fai bei sogni
di Massimo Gramellini
Ed. Longanesi

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