L’uomo con la mano alzata

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Ho acquistato questo libro su Amazon e così ho scoperto troppo tardi che era il terzo con protagonista il commissario Canti. Ero leggermente contrariata, ma per sapere se mi ero persa qualcosa di bello dovevo prima leggere questo.
Siamo a Milano e il commissario Canti indaga sull’omicidio di un gallerista con il supporto della sua fidanzata Rosa, storica dell’arte e ben introdotta nell’ambiente. Così l’indagine si dipana insieme alla vita dei personaggi regalando quanche perla: “…una pasta alle vongole dove i vari ingredienti sembravano starsene ciascuno per conto proprio senza neppure tentare di fare amicizia..”.
Nel risvolto di copertina il libro viene descritto come “uno sguardo disincatato sul mondo dell’arte, impietoso nel mostrare i molti vizi nascosti, in un giallo classico all’italiana, dove mistero e delitto lasciano ampio spazio all’umanità dei personaggi e alla normalità delle loro esistenze”. Non avrei saputo descriverlo meglio.
Un libro piacevole, ma non imperdibile.

Parole in prestito: “Quando si tratta di dirla a qualcuno, di esprimerla a voce alta, di tirarla fuori dal silenzio dei nostri pensieri, un’idea che ci era ronzata per la testa, appare all’improvviso diversa. Si ha paura di passare per sciocchi, e che quell’idea non regga al suono della voce.”

L’uomo con la mano alzata
di Sergio Vanni
Eclissi editrice

 

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