Piccoli bicchieri italiani

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La foto non rende, come al solito, ma vi assicuro che con questi bicchierini conquisterete i vostri ospiti già all’aperitivo e, come se non bastasse, sono facilissimi da preparare.
Per le dosi dovete andare un po’ occhio perchè dipende dalla dimensione dei bicchieri che userete.

Piccoli bicchieri italiani
Ingredients
  • pomodori secchi sott’olio
  • pomodorini datterini
  • mozzarella di bufala o stracciatella
  • pesto senza aglio
Instructions
  1. Frullate i pomodori secchi e mescolateli ai pomodorini tagliati a pezzettini molto piccoli. Tenete presente che le proporzioni devono essere 2/3 – 1/3.
  2. Frullate pochissimo la mozzarella, se necessario con un goccio di latte.
  3. Iniziate a comporre i bicchieri: prima fate uno strato con il composto di pomodori, poi aggiungete la mozzarella e alla fine il pesto.
  4. Tenete in frigorifero fino al momento di servire.

 

 

Fai bei sogni

Fai bei sogni

Premetto che Gramellini come giornalista mi piace, apprezzo la sua ironia e il suo stile, ma questo libro non mi ha conquistata. Apprezzo l’intento di volersi mettere a nudo con onestà, ma arrivata alla fine ho avuto la sensazione che alcuni passaggi siano stati taciuti e che la storia sia stata raccontata in superficie. Una contraddizione.
Condivido le conclusioni a cui giunge, ma è il percorso per arrivarci che non è raccontato e a volte sembra che certe conquiste siano arrivate così, all’improvviso e non siano invece il frutto di un lungo peregrinare dentro se stessi e di un continuo confronto con ciò che la vita offre.
Mi è tornato in mente “Le parole per dirlo” di Marie Cardinal, libro che ricordo ancora intensamente dopo quindici anni, forse perchè l’autrice non si è nascosta e ha raccontato senza censure il suo toccare il fondo e la strada della risalita, della rinascita nella consapevolezza.
Anche Gramellini usa un linguaggio diretto, semplice, ma la differenza sta lì, nelle censure, nel non detto, e alla fine il libro non convince.

Parole in prestito: “Io amavo il greco, danza di dei, e soffrivo il latino, marcia di soldati.”

Fai bei sogni
di Massimo Gramellini
Ed. Longanesi

Diario di scuola

Diario di scuola

Una lettura obbligatoria per ogni insegnante, dalle elementari in poi, e per ogni genitore con bimbi in età scolare e non.
Daniel Pennac è stato professore di francese ed è uno scrittore di successo, ha vinto il Premio internazionale Grinzane Cavour e nel 2005 è stato insignito della Legion d’onore per le arti e la letteratura. Nessuno, quindi, avrebbe mai sospettato che fosse appartenuto alla categoria dei somari e invece è così, lo racconta con grande passione in questo libro incredibile. Da alunno somaro a professore, con onestà e profondità Pennac ci fa rivivere la sua esperienza restituendoci il peso di angoscia che spesso i somari si portano addosso. Rarissimi sono stati i professori che, facendo realmente il loro mestiere, sono riusciti a salvarlo. Così, tra i ricordi autobiografici emergono riflessioni, mai banali, sulla pedagogia, sull’istituzione scuola e sul bambino nella società contemporanea.
Cosa dobbiamo dunque chiedere agli insegnanti? “Vi chiediamo di aggiungere a tutte le vostre conoscenze l’intuizione dell’ignoranza, e di andare a ripescare i somari, è questo il vostro lavoro!”. Niente più scuse.

Parole in prestito: “Il sapere è anzitutto carnale. Le nostre orecchie e i nostri occhi lo captano, la nostra bocca lo trasmette. Certo, ci viene dai libri, ma i libri escono da noi. Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire.”

Diario di scuola
di Daniel Pennac
Ed. Feltrinelli