E Pavlova sia!

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La meringa non è un mio punto di forza e non mi piace nemmeno molto, ma la Pavlova è un altro discorso. Non è un caso che sia stata dedicata alla grandissima ballerina russa Anna Pavlova a cui persino Vogue Italia ha dedicato un articolo in uno degli ultimi numeri.
Ho alle mie spalle alcuni tentativi falliti, ma questa volta è riuscita benissimo e tutto grazie alla ricetta perfetta. L’ho trovata sul blog pane&burro.
Ho fatto delle mono porzioni, ma se volete davvero stupire, fate delle micro porzioni da servire con il caffè.

mini_pavlova

Pavlova ai frutti di bosco
Ingredients
  • 3 albumi
  • 160 g di zucchero semolato (calcote circa 55 g per ogni albume)
  • 2 cucchiaini di maizena
  • 1 cucchiaino di limone
  • 250 ml di panna fresca
  • lamponi e mirtilli
Instructions
  1. Montare gli albumi ben fermi e aggiungete lo zucchero poco per volta, poi la maizena e il succo di limone. Dovete ottenere una meringa compatta.
  2. Formate 4 nidi su una teglia da forno ricoperta di carta alimentare e con un cucchiaio cercate di creare un incavo al centro.
  3. Infornate a 120° per un’ora. Nel caso delle micro porzioni cuocete sempre per un’ora ma a 100°.
  4. Fate raffreddare completamente in forno.
  5. Montate la panna e riempite le meringhe.
  6. Decorate con i frutti di bosco e servite immediatamente.
Notes
ATTENZIONE: gli albumi devono essere vecchi di un paio di giorni e vanno montati a temperatura ambiente, mai freddi da frigo.

 

 

Expo 58

Espo58

La fascetta recitava “amore e spionaggio nella commedia più scoppiettante dell’anno” e a me era parso invintante, così l’ho preso. Di scoppiettante non c’è nulla, direi una lettura scorrevole, a tratti noiosa, con un colpo di scena finale.
Il protagonista, un giovane impiegato del Central Office of Information di Londra, Thomas Foley, viene mandato a Bruxelles durante l’Exposition universelle et internationale del 1958 per sovrintendere la gestione del pub Britannia nel padiglione inglese. Si ritrova suo malgrado coinvolto in un intrigo internazionale di cui diventa un’inconsapevole pedina.
Una vicenda che non riesce ad appassionare e che lascia un po’ di amaro in bocca.

Expo 58
di Jonathan Coe
Ed. Feltrinelli