Barbablù

Barbablu

Barbablù è la versione Nothomb della famosa favola: un’irriverente ragazza belga trova un sontuoso alloggio a Parigi per una cifra irrisoria, ma le condizioni del contratto prevedono la condivisione dell’appartamento con l’eccentrico e ricchissimo proprietario, di cui si dice abbia fatto sparire le otto donne che hanno preceduto la nostra protagonista.
Lo stile di Amélie Nothomb è unico, così come i suoi romanzi brevi. Questo è il suo terzo romanzo che leggo e sono tutti fortemente originali e diversi l’uno dall’altro. Lo stile è incalzante e i dialoghi raffinati e incisi.
Ci vuole una particolare attenzione quando si legge questa scrittrice che riesce ad esprimere senza dire e a descrivere meccanismi che dimostrano un’acuta conosccenza della natura umana.

Parole in prestito: “Quando ci si innamora, si negozia a posteriori con sé stessi, per vedere se ci si autorizza quell’assurdità. La giovane aveva avuto la sfortuna di invaghirsi di un uomo decisamente losco: il negoziato fu dunque burrascoso, e inutile.”

Barbablù
di Amélie Nothomb
ed. Voland

Crumble di mele a modo mio

crumble di mele

Si può resistere a un crumble di mele tiepido con pallina di gelato? Nel caso aveste bisogno di rifletterci, vi dico io che la risposta è sempre no. Possiede i contrasti più goduriosi: morbido-croccante e tiepido-freddo, inoltre se le mele sono quelle un po’ asprigne, pure l’aspro-dolce. Io ne vado pazza, voi provate e poi sappiatemi dire.

Crumble di mele
Per 4 persone
Ingredients
  • 1 kg di mele
  • 200 g di farina
  • 175 g di burro
  • 120 g di zucchero di canna (meno raffinato è, meglio è)
Instructions
  1. Sbucciate le mele e tagliatele a pezzetti. Fatele cuocere con un po’ d’acqua per circa 10-15 minuti e poi versatele in una pirofila da forno.
  2. Preparare la pasta mescolando tutti gli ingredienti fino ad ottenere delle grosse briciole.
  3. Distribuire la pasta sbriciolata sopra le mele e infornare a 180° per circa 25 minuti.
Notes
Se doveste avanzare della pasta, potete congelarla per poi utilizzarla alla prima occasione.

 

Non dire notte

Non dire notte

Siamo a Tel Kedar, una piccola città nel deserto del Negev. Dopo sette anni di felice convivenza, Noa e Theo stanno vivendo un momento di forte crisi. I due protagonisti si alternano nel raccontare la storia e le medesime vicende vengono viste prima secondo lo sguardo dell’uno e poi dell’altra.
Questi passaggi sono così credibili in ogni singola parola da far sembrare di essere lì, nella loro testa, di essere loro. Ma sebbene sia magistralmente scritto, l’ho trovato un romanzo faticoso, forse perchè ti fa vivere la crisi tra i due protagonisti.
Amos Oz possiede quel talento unico che è proprio degli scrittori israeliani, riesce a mostrarti ciò che scrive descrivendo dettagli mai inutili e mai superflui.

Parole in prestito: “La poesia è una specie di scintilla intrappolata in un coccio di vetro, perchè le parole sono cocci di vetro.”

Non dire notte
di Amos Oz
ed. Universale Economica Feltrinelli

Minestra di orzo con zucca e speck

minestradi orzo zucca e speck

Lo so che l’aspetto non è particolarmente invitante, ma vi assicuro che la responsabilità è delle mie scarse capacità fotografiche. Questa zuppetta è perfetta in questi giorni di pioggia. L’idea arriva da La cucina italiana, ma secondo me necessitava di qualche ritocco, così vi dò la mia versione.

Minestra di orzo con zucca e speck
Ingredients
  • 1,3 l di brodo vegetale
  • 200 g di orzo
  • 160 g di zucca senza buccia
  • 1 scalogno
  • 60 g di speck
  • 30 g di carota
  • 30 g di sedano
  • latte qb
  • olio
Instructions
  1. Tagliate la zucca a cubetti e tenetela da parte. Tritate nel mixer sedano, carota e scalogno. Tritate lo speck al coltello.
  2. Soffriggete lo speck in po’ d’olio e dopo un paio di minuti aggiugete il trito di verdure e la zucca.
  3. Dopo uno o due minuti aggiungete l’orzo precedentemente sciacquato e poi il brodo.
  4. Lasciate cuocere per circa 40 minuti e in caso il brodo tenda ad asciugarsi troppo, aggiungete un po’ di latte.
  5. Servite, se vi piace, con una spolverata di timo.

 

Ipazia e la guerra tra i sessi

Ipazia e la guerra tra i sessi

Questo breve saggio sulla situazione della donna, la sessualità e il rapporto tra i sessi mi ha lasciata senza parole e ancora di più pensare che sia stato scritto nel 1925.
Poche pagine dense e lucide, dove si dice apertamente quanto sia “fondamentale che la donna che ha figli non venga estromessa dalla vita pubblica”. Eppure Dora Russell non è una femminista ad oltranza, bensì propende per una piena accettazione delle diversità tra uomini e donne e qui sta la sua attualità: è necessario superare l’antagonismo letale fra uomini e donne, ma contemporaneamente si deve riuscire a coniugare l’autonomia individuale con la maternità e l’indipendenza economica.
I diritti e le libertà civili sono necessari, ma se rimangono a livello formale, non possono raggiungere lo scopo per cui sono stati promulgati. E questo ci porta drammaticamente all’oggi dove la situazione è invariata: molte libertà civili sulla carta, ma poche garanzie sociali.
Secondo la Russell, causa di questo divario è una lacuna nell’agenda politica: si tratta della questione sessuale e demografica.
Vi invito caldamente a leggere queste pagine che spingono ad una riflessione sana sulle relazioni tra uomo e donna e su come queste siano influenzate e influenzino la società.

Parole in prestito: “Tutti gli uomini e le donne dotati di intelligenza e vitalità potranno testimoniare che l’essersi conosciuti come amanti significa aver completato una conoscenza reciproca che è mentale e spirituale, oltre che fisica, e essersi arrichiti per sempre l’un l’altro nelle proprie capacità ed energie, nella propria immaginazione.”

Ipazia e la guerra tra i sessi
di Dora Russell (Mrs. Bertrand Russell)
ed. La Tartaruga