Un primo gustoso e leggero

Un piatto gustoso, leggero e veloce da preparare. Cosa si può chiedere di più?
La foto è orrenda, lo so, ma qui continua a piovere e non c’è mai un po’ di luce.

Tagliatelle con sugo di pesce

Ingredients
  • 250 g di tagliatelle
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 1 gambo di sedano
  • 300 g di nasello (va bene anche quello surgelato)
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • prezzemolo tritato
  • olio
  • sale
  • peperoncino
Instructions
  1. Tritate molto bene la carota, lo scalogno e il sedano (io ho usato il tritatutto) e metteteli a rosolare con un po’ d’olio.
  2. Unite il nasello a pezzetti, salate e inserite un peperoncino.
  3. Aggiungete il concetrato di pomodoro e poi sfumate con il vino.
  4. Nel frattempo fate cuocere le tagliatelle in acqua bollente salata.
  5. Una volta cotte, unitele al sugo e, se asciugano troppo, usate un po’ dell’acqua di cottura.
  6. Completate con un po’ d’olio e prezzemolo.
Notes

Se a tavola ci sono dei bimbi non usate il peperoncino, ma aggiungete nei piatti degli adulti un giro d’olio al peperoncino.

 

Romanzo per signora

Questa storia parla di vecchi, proprio così, senza edulcorazioni, senza falsi eufemismi. Cinque ultrasettantenni, due coppie e un vedovo, ricchi e malati, o forse solo malandati, salgono sulle loro Jaguar e partono per una vacanza a Nizza. Accade un po’ di tutto e si ride, ma si ride amaro.
Cesare, la voce narrante, riesce a non cedere alla malinconia e al rimpianto dei giorni andati, del tempo in cui corpo e mente performavano a dovere e davano una senzazione di potenza. Alla fine scopre quali sono gli affetti da non lasciar andare e gli amici da non perdere. Insomma un lieto fine.
“Un romanzo struggente”, lo definisce l’autore, ma che può insegnarci qualcosa. A ciascuno di noi scoprire cosa.

Parole in prestito: “Ho preso delle abitudini. Che sciocchi che siamo, vero? Ci troviamo in un posto diverso, anche bello, vario, in una situazione inedita, e invece di approfittare del nuovo cerchiamo niente di più che la routine.”

Romanzo per signora
di Piersandro Pallavicini
ed. Feltrinelli

Vellutata di sedano

I dolci di carnevale sono già nelle vetrine, ma, non so voi, io necessito ancora di un po’ di  leggerezza prima di tuffarmici. Ecco allora una proposta facile e veloce da realizzare, ma delicata e appetitosa da gustare.

Vellutata di sedano

Ingredients
  • 400 g di sedano bianco
  • 1 l di brodo
  • 350 g di patate
  • 1 scalogno non troppo grande
  • 1/2 bicchiere di latte
  • olio
  • sale
  • pepe
Instructions
  1. Scaldate un po’ d’olio e insaporiteci lo scalogno tritato e il sedano tagliato a pezzettini. Lasciate soffriggere per qualche minuto.
  2. Versate il brodo caldo e poi le patate tagliate a tocchetti. Salate, pepate e lasciate sobbollire per circa 40 minuti.
  3. Con il frullino a immersione riducete il composto in crema e poi aggiungete il latte fino ad ottenere la densità che desiderate.
  4. Servite con crostini caldi.

 

Tre camere a Manhattan

E’ un Simenon che non ti aspetti, forse perchè lo si associa al suo famosissimo Maigret, forse per un pregiudizio, tanto sta che questo libro sorprende.
Scritto nel 1946 “a caldo”, per stessa ammissione dello scrittore, è un romanzo sulla passione. Un uomo e una donna si incontrano per caso una notte in un bar a New York, poi escono e camminano, entrano in un altro bar, ne escono e continuano a camminare per tutta la notte. Non sanno nulla l’uno dell’altra.
La voce narrante è quella maschile e descrive lo svolgersi della relazione attraverso il suo sentire.
E’ un romanzo che dice la verità, per questo è ancora così intenso dopo sessantasei anni.

Parole in prestito: “Anzi, non erano neanche più un uomo e una donna. Erano solo due creature, due creature che avevano bisogno l’una dell’altra.”

Tre camere a Manhattan
di Georges Simenon
ed. Adelphi

2013

Sono stata parecchio indecisa se scrivere o meno un post su questo nuovo anno e alla fine ho ceduto.
E’ chiaro che è solo nella nostra testa, ma a tutti sembra un nuovo inizio e ci sembra di poter finalmente fare nella nostra vita tutti quei cambiamenti che non abbiamo avuto il coraggio o la voglia di fare fino ad ora. Siamo muniti di nuove speranze e buoni propositi, ma siamo sinceri: il 2012 ha fatto davvero così schifo?
In effetti un po’ sì, lo ammetto, però abbiamo tutti un’ottima scusa: anno bisesto, anno funesto! Lo diceva la mia nonna e io mi fido.
Ho una proposta: concediamoci questo nuovo inizio, nuove speranze e grandi entusiasmi, in fondo, perchè privarsene?
Auguriamoci un 2013 strepitoso, a dispetto di tutte le crisi annunciate, rinnegate e poi arrivate per davvero, a dispetto dei gufi, a dispetto di tutto e di tutti.
Godiamoci l’inizio e il resto si vedrà.