Per chi è in coppia

“Piccoli crimini coniugali” è una commedia nera, brillante, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Ci sono continui colpi di scena che fanno cambiare completamente il punto di vista e ti lasciano lì a riflettere. Cosa accade dentro la coppia? Amore? Guerra? Dolore? Tenerezza? Stare insieme è complicato e forse è bello proprio per questo, ma alzi la mano chi non ha desiderato almeno per un momento che fosse semplice.
Un testo straordinario.

Parole in prestito: “Gli uomini peccano di egoismo. Le donne di egocentrismo.”

Piccoli crimini coniugali
di Eric-Emmanuel Scmitt
ed. e/o

Bonbon di risotto

Buttare il cibo non si fa, ma mangiare gli avanzi è una tristezza. Così ho pensato a questo modo goloso e divertente di riciclare il risotto avanzato.
Vi servono degli stampini in silicone (io ho usato quelli per cioccolatini), pane grattuggiato e naturalmente risotto avanzato. Mettete un po’ di pane grattuggiato negli stampini, poi riempitili con il risotto pigiando per bene e infine completate con dell’altro pane grattuggiato. Mettete in forno a 200° per circa 20 minuti. Croccanti fuori e morbidi dentro, una vera goduria. Assolutamente perfetti come aperitivo.
Se la quantità di risotto che vi è avanzata è abbondante, funziona anche con gli stampini da muffin. In quel caso potete servirli come antipasto o come secondo, accompagnandoli con un’insalata fresca.
Ammetto di essere molto fiera di questa mia idea.

Irridere le convenzioni con eleganza

Non sono certa che valga 16 euro, non tanto perché non sia scritto bene, anzi, molto bene, ma perché si legge in un baleno. Due storie originali dalla vena piccante.
Non avevo mai letto Bennett, ma dopo questa scoperta proverò senz’altro qualcun altro dei suoi libri.
Qualche parola in prestito, giusto per stuzzicarvi: “Da tempo si era convinto che le donne servissero, tra l’altro, a introdurre un’ombra di inquietudine nella vita, altrimenti placida, del maschio.”

Due storie sporche
di Alan Bennett
ed. Adhelphi

Si trova ancora l’uva?

Perchè ho una ricettina niente male. Ho rielaborato la presentazione: invece di una torta, ho fatto delle monoporzioni e credo sia meglio.
Per amor di cronaca vi dico che ho usato le dosi dimezzate.

Delizia all’uva rossa

Ingredients
  • 200 g farina
  • 100 g zucchero (per l’impasto)
  • 100 g latte
  • 75 g burro
  • 1 uovo
  • 1/2 bustina di lievito
  • sale
  • scorza di arancia
  • 1/2 kg uva rossa (prendetela senza semi così vi evitate un sacco di lavoro)
  • 150 g mele
  • 50 g zucchero (per il ripieno)
Instructions
  1. Preparate il ripieno: raccogliete in una casseruola gli acini, le mele, pelate e tagliate a dadini, lo zucchero e qualche scorza di arancia. Cuocete la composta per 35′, quindi lasciatela raffreddare.
  2. Intanto preparate l’impasto di base: montate il burro e lo zucchero con lo sbattitore elettrico ottenendo una crema gonfia e soffice.
  3. A mano unite poi i tuorli, quindi la farina, setacciata con il lievito, alternandola con il latte, un pizzico di sale e un po’ di scorza di arancia grattugiata.
  4. Infine incorporate gli albumi, già montati a neve con un pizzico di sale.
  5. Passate la composta, ormai fredda, con il passaverdura (io l’ho frullata).
  6. Prendete degli stampini in silicone e riempiteli con metà dell’impasto di base, sul quale distribuirete la composta. Coprite con l’impasto rimanente, livellatelo e infornate a 170 °C per un’ora circa.
Notes

La composta risulterà in quantità eccessiva, ma tenela da parte e servitela fredda con i tortini.

Fonte: Lacucinaitaliana.

Bicicletta mon amour

Uno dei lati positivi di Firenze è che ci sono molte persone che girano in bicicletta, così lo scorso settembre me la sono comperata anch’io.
Memore dell’anno trascorso ad Amsterdam, città sommersa dalle piste ciclabili, pregustavo già il piacere delle mie scorribande ciclistiche. Il primo giorno è stato un trauma. Non mi ero mai resa conto di quanto fosse difficile andare per le strade fiorentine:
1) i lastricati del centro sono per la maggior parte in condizioni pessime,
2) non esistono regole,
3) i turisti sono ovunque e, forti del loro numero, si buttano per le strade senza controllare se stia arrivando qualcuno e, naturalmente, ignorando i marciapiedi.
Nel giro di qualche giorno ho imparato anch’io le regole del gioco e me ne vado tranquilla scampanellando a più non posso a turisti o adolescenti (qualcuno può spiegare loro che camminare sul marciapiede non danneggia l’immagine?).
Ci tengo a farvi presente che non sono stata la sola ad aver avuto un piccolo shock iniziale: leggete quest’articolo Biking in Florence.